Piccolo “giallo” in occasione del gol del pareggio della Juventus contro l’Inter nella finale di Coppa Italia, firmato dal terzino Alex Sandro. Il gol, messo a segno all’inizio del secondo tempo, è stato assegnato dalla Lega Serie A al brasiliano. Nonostante quella che sembrerebbe una deviazione – quasi impercettibile – del suo compagno di squadra, Alvaro Morata. Sul tiro di sinistro del terzino, diretto nello specchio della porta ed entrato in rete con la complicità di Samir Handanovic, l’attaccante spagnolo ha cercato di deviarlo volontariamente con un colpo di tacco. Un tentativo (riuscito? Le immagini non chiariscono bene) che non avrebbe cambiato la sostanza (il gol del pareggio), ma il nome del marcatore sì.
La deviazione tentata da Alvaro Morata
Cosa dice il regolamento
Per capire meglio quali siano i prncipi da tenere in considerazione, bisogna leggere le linee guida per l’assegnazione dei gol dubbi, pubblicate dalla Lega Serie A. Che spiegano: “Nel caso di un tiro indirizzato nello specchio della porta e deviato involontariamente in rete da un proprio compagno la marcatura sarà assegnata all’autore originario del tiro”. Poi: “Se un tiro indirizzato fuori dallo specchio della porta colpisce un proprio compagno e termina in rete, la paternità del gol è attribuita all’autore dell’ultimo tocco”. Infine: “Quando un tiro indirizzato nello specchio della porta è deviato in rete da un compagno la cui attiva partecipazione al gioco modifica la traiettoria del pallone, a quest’ultimo va assegnata la paternità del gol”. È quest’ultimo il caso del gol di Alex Sandro-Morata, in attesa di scoprire chi abbia veramente segnato.
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Gol di Alex Sandro o di Morata?
Quindi: quando un giocatore calcia e il pallone è indirizzato verso lo specchio della porta, qualsiasi deviazione fortuita non cambia il nome del marcatore. Né che si tratti di un difensore avversario (niente autogol, quindi), né se a toccare il pallone è un compagno di squadra. Nel caso di Morata, invece, la volontarietà ci sarebbe: lo spagnolo, con un gesto tecnico difficile, ha cercato il tocco vincente. Che sia arrivato o meno non è chiaro, ma sicuramente ha ingannato Handanovic, esponendolo a una figuraccia.