Serie A nel caos dopo lo stop delle Asl a quattro gare. La Lega: “Con 13 giocatori disponibili si gioca”

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E’ caos totale. Il Covid ha letteralmente travolto la serie A con quasi 100 tesserati positivi nelle ultime due settimane e ben quattro gare della prima giornata di ritorno che non si disputeranno con annesse polemiche. Perché se è vero che Salernitana, Bologna, Torino e Udinese sono state fermate dalle rispettive Asl visto l’alto numero di contagiati, la stessa cosa non può dirsi del Verona partito per La Spezia nonostante gli 11 casi accertati, e del Napoli che vola a Torino per poi scoprire appena sbarcato in aeroporto di avere tre giocatori in quarantena.

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Bologna-Inter: nerazzurri in campo come da regolamento

Ma andiamo con ordine. In Lega si dava già per scontato da qualche giorno il rinvio di Salernitana-Venezia con i campani ancora con 9 giocatori in isolamento. Nelle ultime ore, però i dubbi si sono insinuati anche per Atalanta-Torino, Fiorentina-Udinese e Bologna-Inter. A prendere le decisioni al posto della Lega ci pensano le Asl con i nerazzurri di Inzaghi che scoprono di non dover più giocare al Dall’Ara sul Freccia Rossa che li avrebbe portati in Emilia. Sul prato dello stadio felsineo, dove si sarebbe dovuto giocare oggi alle 12.30, come da regolamento si è presentata solo l’Inter (che si è allenata) con l’arbitro Ayroldi che dopo la canonica attesa di 45′ ha dato “solo sulla carta” la vittoria a tavolino ai nerazzurri. E la stessa cosa accadrà sugli altri campi con Atalanta e Fiorentina.

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Marotta: “Competenza delle Asl va limitata”

“C’è una grande confusione – le parole dell’ad nerazzurro Giuseppe Marotta -, stiamo assistendo a situazioni anomale. Mancano le linee guida tra lo sport e il Ministero della Salute, bisogna decidere sul protocollo da attuare. La competenza delle Asl va limitata. Ci sono partite rinviate e altre che si giocheranno, questo perché ogni ASL decide in maniera autonoma. Ci sono così casi come quello di Bologna-Inter, che non si giocherà, o quello di Spezia-Hellas, che si giocherà nonostante gli 11 positivi nella squadra veneta. La Lega Serie A avrà un nuovo protocollo, ma serve un confronto col Governo. L’autonomia delle ASL nelle decisioni, prese per la salvaguardia della salute pubblica, provoca delle differenze, da caso a caso”.

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“Spostare le gare delle nazionali a giugno”

“Di sicuro io auspico l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione completa per tutti i giocatori. Se tutti i giocatori avessero la terza dose, la diffusione del virus e i danni per la salute sarebbe fortemente limitati. In questa maniera l’andamento del campionato avrebbe fluidità. Oggi abbiamo uno scenario che ci porta a non sapere come sarà la fine. Spero che tutti gli atleti abbiano il vaccino completo. La quarta ondata ci ha preso in contropiede, alcune leghe hanno rinviato le partite altre no. La situazione è di difficile valutazione. Il rinvio di questi turni avrebbe garantito una gestione più fluida, poi però il calendario sarebbe stato molto compresso: sarebbe stato davvero difficile trovare giornate di recupero. Una delle valutazioni da fare nei prossimi giorni riguarderà anche le nazionali, magari con uno spostamento delle gare a giugno”.

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Juventus-Napoli a forte rischio

Diversa la questione che riguarda il big match dello Stadium tra Juventus e Napoli. Solo un anno fa, nelle stesse condizioni, l’Asl di Napoli bloccò gli azzurri in partenza per Torino per alcune positività al covid. Ieri, la stessa Asl, ha dato il via libera per la partenza dei partenopei nonostante le perplessità iniziali per il focolaio presente in squadra (positivi Lozano, Mario Rui, Malcuit, Beffelli, Meret, Spalletti e altri tre membri dello staff, più tre ragazzi della Primavera e Osimhen che, però, è ancora in Nigeria). La sorpresa per i partenopei è arrivata poche ore dopo, una volta sbarcati a Torino, con la Asl2 che ha fermato 7 giocatori che non si erano ancora sottoposti alla dose booster del vaccino e hanno ricevuto la seconda da più di 120 giorni. Tra questi 7, anche Zielinski, Lobotka e Rrhamani, ossia tre titolari. Il nuovo giro di tamponi effettuato in mattinata ha riscontrato un’altra positività nello staff di Spalletti e altre due da confermare. Il dubbio, quindi, sorge spontaneo: la partita, prevista per questa sera alle 20.45, si giocherà? Secondo alcune indiscrezione, il big match potrebbe saltare per l’intervento dell’Asl di Torino e non della Lega.

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Il comportamento ambiguo della Lega

Di fatto è proprio il ruolo delle Lega che sta facendo storcere il naso agli addetti ai lavori. Molti club, infatti, avevano chiesto il rinvio dell’intera giornata per evitare di falsare il campionato. Tra queste anche la Salernitana a nome del neo-presidente Danilo Iervolino: “Nelle ultime ore ha anche il nuovo proprietario della Salernitana, Danilo Iervolino, ha voluto dire la sua: “Ritengo ragionevole che la Lega di serie A adotti gli opportuni provvedimenti al fine di sospendere le prossime giornate di campionato la cui regolarità, peraltro, potrebbe essere compromessa dalle numerosi defezioni che ogni club, purtroppo, conta tra i suoi tesserati”. Di fatto, sulle dieci gare in programma nel giorno dell’Epifania, quattro non si disputano e Juventus-Napoli potrebbe fare la stessa fine. Il Verona scenderà in campo al Picco senza mezza squadra, a San Siro il Milan si ritrova ad affrontare la Roma senza 4 giocatori positivi, tre dei quali riscontrati nei giro di tamponi effettuati meno di 24 ore fa e non è detto che non ci sia un focolaio in squadra nonostante i tampini di questa mattina non abbiano riscontrato ulteriori positività, e l’Udinese, nonostante l’isolamento imposto dalla Asl fino al 9 gennaio (giorno in cui è prevista la seconda giornata di ritorno), si è vista negare dalla Lega il rinvio della gara contro l’Atalanta.

Il nuovo protocollo della Lega

Dal canto suo il Consiglio di Lega di Serie A ha reso noto il regolamento per la gestione dei casi di positività covid e rinvio gare del campionato di calcio. “Qualora uno o più calciatori dello stesso Club risultassero positivi al virus SARS-CoV-2 la gara sarà disputata, secondo il calendario di ciascuna competizione, purché il Club in questione abbia almeno tredici calciatori (di cui almeno un portiere) tra quelli iscritti nelle rose della Prima Squadra e della formazione Primavera nati entro il 31 dicembre 2003, risultati negativi ai test entro le 24 del giorno precedente”, spiega la Lega di Serie A. “Qualora il Club non disponga del numero minimo di calciatori, la Lega, delibererà di conseguenza. Qualora il Club sia in grado di disporre del suddetto numero minimo di calciatori e comunque non presenti in campo la squadra, subirà le sanzioni previste dall’articolo 53 delle N.O.I.F”. (0-3 a tavolino e un punto di penalizzazione).

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