Ira No Vax, protesta contro l’obbligo subito in piazza. I Servizi in allarme per i lupi solitari

Read More

Sono le 20.36 della sera quando in uno dei gruppi Telegram più frequentati dai No Vax italiani, “Basta dittatura”, arriva quello che ormai è un classico: “Ragazzi avete visto il tg? Sono tornate le scene delle file delle ambulanze! Sono tutte finte! Vorrei proprio scoprire dove le girano”. E via decine di commenti di approvazione. In contemporanea con l’esplosione dei contagi, sono esplose di nuovo le follie dei complottisti che non credono al Covid e all’utilità dei vaccini. Gli stessi che in queste ore stanno cercando di organizzare una forma di resistenza alle nuove norme del governo: se i numeri dicono che chi sceglie (o è costretto) a vaccinarsi, aumenta giorno per giorno, chi resiste non ha alcuna intenzione di fare passi indietro.
I gruppi No Vax si stanno muovendo su diversi livelli. Il primo è quello istituzionale. Ieri il parlamentare Pierluigi Paragone, gridando all’attentato alla libertà, chiedeva su Telegram ai suoi seguaci: “Il governo Draghi ha messo in scena l’ennesimo provvedimento liberticida: secondo te che protesta bisognerebbe mettere in atto?” Protesta, quindi. E qualcuno si è già organizzato: gli esponenti dell’autoproclamata Commissione Dupre – “Dubbi e precauzione”, quelli che fanno capo a Carlo Freccero e al giurista piemontese Ugo Mattei – si sono dati appuntamento sabato a Torino per scendere in piazza. Probabilmente non saranno i soli. Nelle chat – per la verità con moltissima confusione, come sempre sta accadendo ida quando la magistratura ha decapitato i vertici di Forza Nuova che, fino a questo momento, avevano cercato di organizzare la rabbia dei movimenti No Vax sfruttandola per fini politici – la scelta comune è quella di manifestazionidi piazza. Qualcuno si è dato appuntamento per sabato 8, altri per il 15, altri ancora a febbraio.
C’è chi si è messo in cammino, invece: sono i seguaci di Paolo Sceusa, ex magistrato in servizio tra Trieste e Trento (e che collabora con la scuola superiore di magistratura e con alcune università), che si è trasformato in una sorta di santone dei No Vax: li arringa sui social e propone teorie visionarie, tipo il trasporto autonomo dei No Vax. “Non ci vogliono sui mezzi? Facciamolo noi da soli, come fosse una staffetta”. Ieri un centinaio di persone (“circa mille”, secondo il leader dei portuali triestini, Stefano Puzzer) hanno risposto alla sua chiamata, si sono radunate a Venezia e hanno camminato per poco meno di dieci ore.
Al di là delle manifestazioni, c’è però anche chi si pone il problema di come affrontare il problema dell’obbligo. “Noi siamo tanti e loro non avranno abbastanza persone per controllarci”, scrive tale Joy sempre su “Basta dittatura”, in uno degli interventi più commentati. L’idea è semplice: muoversi come sempre e porre volta per volta il problema. “Facciamolo con i vigilantes nei centri commerciali, con i nostri datori di lavoro”, scrive Katia Aullani, “non riusciranno a controllarci tutti”. Se queste però sono parole in libertà, qualcuno sta provando a organizzare qualcosa di più sistemico. Due le idee: un team di legali che presenti ricorsi fotocopia contro le sanzioni. E continuare con le denunce identiche in tutte le procure contro il premier Mario Draghi. Su questo si erano organizzati da tempo gli uomini di Forza Nuova: agli atti ci sono informative della Guardia di finanza che hanno ricostruito i canali di finanziamento per l’assistenza legale dei vertici del movimento.
Esiste poi un ulteriore livello. Il più delicato. Che è quello che unisce protesta ed eversione. Sui gruppi i messaggi che incitano alla violenza in queste ore si sono moltiplicati. Si leggono cose del tipo: “O prendiamo le armi o non risolviamo niente”. Oppure: “Ci vuole mano ferma e mente fresca. Esperienza acquisita nella malavita”. È evidente che sono parole che lasciano il tempo che trovano. Ma c’è un però. La nostra intelligence – come hanno spiegato al Copasir i vertici dei Servizi e la stessa ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese – ha lanciato da tempo l’allarme sui lupi solitari di questi gruppi. Gente non controllata e non controllabile, dunque per questo ancora più pericolosa, che potrebbe compiere gesti violenti. Nelle ultime settimane un paio di eventi hanno fatto salire il livello di allarme. Le indagini aperte sui gruppi No Vax italiani hanno documentato che molti di loro non sono affatto soldati di un’armata Brancaleone. Avevano a casa armi, tutorial per costruirne, e in alcuni casi anche esperienze nel mondo del crimine o dell’eversione. Da Bologna a Torino, in molti casi si è già intervenuto con perquisizioni e sequestri. Ma altro accadrà nelle prossime ore, viste soprattutto le nuove misure del governo. E visti anche piccoli campanelli di allarme che preoccupano: per esempio, il proiettile inviato all’immunologa Antonella Viola che, per questo, avrà bisogno della scorta. Un Paese costretto a difendere gli scienziati: ecco perché, mai come oggi, non è possibile sottovalutare nulla.

Related articles

You may also be interested in

Headline

Never Miss A Story

Get our Weekly recap with the latest news, articles and resources.
Cookie policy

We use our own and third party cookies to allow us to understand how the site is used and to support our marketing campaigns.