Quando scatta l’obbligo vaccinale per gli over 50? Chi farà i controlli?
L’obbligo di vaccino per tutti gli over 50 (compreso chi li compirà entro il 15 giugno prossimo) scatta già da oggi, quando il decreto firmato il 5 gennaio sarà pubblicato in gazzetta ufficiale. Ma per mettersi in regola tutti i cittadini interessati avranno tempo fino al 31 gennaio. Dall’1 febbraio scatta la sanzione amministrativa di 100 euro una tantum prevista per chi non avrà adempiuto all’obbligo. I controlli saranno fatti dall’Agenzia delle entrate attraverso l’incrocio dei dati della popolazione residente con quelli dell’anagrafe vaccinale provinciale e regionale.
Con l’obbligo è previsto il risarcimento per eventuali danni da vaccino?
Questo è un punto ancora controverso. L’obbligo vaccinale imposto presuppone l’assunzione di responsabilità da parte dello Stato e dunque il diritto del cittadino ad essere risarcito in caso di danni provocati dalla somministrazione. Ma – secondo il sottosegretario alla Salute Costa – nulla cambia perchè una sentenza della Corte costituzionale prevede già che « in presenza di una vaccinazione di massa a tutela della salute pubblica lo Stato interviene e si fa carico e indennizza qualora ci siano dei danni ai cittadini».
Gli over 50 dovranno sempre firmare il consenso informato?
Sì. La firma del modulo di consenso informato resta obbligatoria perchè – al di là dell’eventuale risarcimento – è necessario essere consapevoli dei possibili effetti collaterali. « Con il consenso informato – spiega il presidente degli Ordini dei medici Filippo Anelli – il medico spiega al cittadino quali possono essere le conseguenze positive e negative della vaccinazione, e firmando il consenso informato il cittadino dichiara di aver compreso quanto gli è stato spiegato. Se non lo firma la somministrazione non può avvenire».
Quali sono le sanzioni per chi si sottrae all’obbligo? E a chi spetta disporle?
A comminare le sanzioni saranno l’Agenzia delle entrate o il prefetto a cui arriveranno le segnalazioni di chi è preposto al controllo sui luoghi di lavoro. Sono due infatti le sanzioni previste: quella una tantum di 100 euro per chiunque, pensionato, disoccupato, occupato, casalinga, risulterà inadempiente alla verifica dell’Agenzia delle entrate. Multe più salate, da 600 a 1500 euro, invece per chi, a partire dal 15 febbraio, si presenterà ugualmente sul posto di lavoro senza essere vaccinato. E sanzioni anche per i datori di lavoro che non dovessero controllare.
L’obbligo di vaccino nelle Università è solo per i prof o anche per gli studenti?
No. Gli studenti potranno continuare a frequentare le lezioni con il Green Pass base, quello che si ottiene anche con il tampone.
L’ultimo decreto ha invece esteso l’obbligo di vaccinazione per tutto il personale docente e non docente degli Atenei, equiparandolo così a quello della scuola, della sanità e del comparto sicurezza. Come per le altre categorie, dunque, chi non vorrà adeguarsi all’obbligo verrà sospeso dopo 5 giorni di assenza ma manterrà il diritto al posto di lavoro. I controlli spettano al responsabile dell’ateneo.
Anche per magistrati e avvocati over 50 vale l’obbligo di vaccino?
I magistrati che hanno più di 50 anni, come tutti gli altri dipendenti delle strutture giudiziarie, sono soggetti all’obbligo di vaccino. A controllare che si presentino al lavoro con il Super Green Pass dovranno essere i responsabili della sicurezza dei Palazzi di giustizia. Per l’accesso ai tribunali invece non è richiesta alcuna certificazione nè ai cittadini nè ai legali o ai periti o ai consulenti. Gli avvocati over 50, però, come tutti i lavoratori autonomi dovranno essere dotati di Super Green Pass nei loro studi professionali.
Dall’1 febbraio quali negozi saranno accessibili anche ai non vaccinati?
In quelli che vendono beni di prima necessità o prodotti essenziali, dunque dalle farmacie ai supermercati, dai tabaccai alle ferramenta si potrà continuare a entrare senza alcuna certificazione. Un elenco dettagliato di questi esercizi commerciali sarà definito dagli uffici tecnici nei prossimi giorni e sarà sulla falsa riga delle attività che sono sempre rimaste aperte anche in zona rossa durante i periodi di lockdown. In tutti gli altri, dai negozi di abbigliamento ai centri commerciali, dall’1 febbraio sarà necessario il Green Pass base.
Che succede a chi entra in banca o in un ufficio pubblico senza Green Pass?
Fino al 31 gennaio, in banca, come negli uffici postali, nelle finanziarie e in tutti i pubblici uffici l’accesso dei cittadini resta libero, ma dall’1 febbraio servirà almeno l’esito negativo di un tampone molecolare o rapido fatto nelle 72 o nelle 48 ore precedenti. Chi proverà ad entrare senza Green Pass sarà sanzionato con una multa da 400 a 1.000 euro. Lo stesso vale per qualsiasi sportello della pubblica amministrazione, dall’anagrafe ai tributi, dai rifiuti alla previdenza, ma anche per gli esercizi commerciali.
Per andare dal notaio a firmare un rogito è necessario il Green Pass?
No, l’accesso agli studi professionali privati non è al momento soggetto ad alcun obbligo di certificazione verde per i clienti, mentre i professionisti e i loro collaboratori hanno obbligo di Green Pass, quello rafforzato per gli over 50, quello base per i più giovani. Dunque per andare dal notaio a firmare un rogiro, dall’avvocato per una pratica legale, da un commercialista per una consulenza, nello studio di un architetto o di un ingegnere per un progetto non è necessario il Pass.
Un lavoratore autonomo over 50 è obbligato a vaccinarsi per lavorare?
Certo. L’obbligo vaccinale, intanto, vale per tutti i cittadini che compiono 50 anni entro il 15 giugno, a prescindere dalla loro occupazione. Ma anche i lavoratori autonomi over 50, dagli artigiani ai liberi professionisti, sono obbligati ad avere il Super Green Pass quando prestano la loro opera nei loro uffici privati, studi professionali o a domicilio dei clienti. E come i lavoratori dipendenti sono soggetti a controlli e a sanzioni, sia per il mancato rispetto che per l’omesso controllo di eventuali dipendenti.