Usa, Omicron dilaga tra i bambini ma l’isolamento sarà dimezzato

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NEW YORK – Le autorità sanitarie americane riducono il periodo di isolamento per gli studenti nelle scuole colpiti dal Covid o in contatto con contagiati, proprio mentre il numero dei casi aumenta tra i bambini. Questi due elementi però non sarebbero in contraddizione, perché la variante Omicron si sta dimostrando meno grave delle precedenti, e quindi è possibile gestirla con misure che tendano il più possibile verso la moderazione e la normalizzazione.

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I ricoveri stanno aumentando per i pazienti sotto i 5 anni d’età, dove hanno raggiunto i livelli massimi dall’inizio della pandemia. Da metà dicembre i bambini in questa fascia finiti in ospedale sono saliti a 4 ogni 100.000, contro 1 su 100.000 fra quelli che hanno da 5 a 17 anni. La differenza più ovvia tra i due gruppi è che il primo non può essere vaccinato, mentre il secondo sì. Le immunizzazioni pediatriche restano basse, appena sopra il 50% fra i 12 e 18 anni d’età, ma questo numero è comunque meglio di zero e protegge chi ha fatto la puntura assai più di chi non può o non vuole averla.

Nello stesso tempo, però, venerdì scorso i Centers for Disease Control and Prevention hanno deciso di cambiare le regole per l’isolamento nelle scuole, dimezzandone i tempi. Finora gli studenti, gli insegnanti e il personale amministrativo che si ammalavano o venivano in contatto con persone contagiate, dovevano restare a casa almeno dieci giorni. Ora invece possono limitarsi a cinque giorni, come il resto del pubblico.

Il motivo pratico di questa decisione è cercare di tenere aperte le scuole, tanto perché giova agli studenti, quanto perché aiuta i genitori che devono andare a lavorare. E’ anche un problema politico, perché il risentimento che nasce dalla continua emergenza danneggia la popolarità del presidente Biden e della sua amministrazione.

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Il motivo scientifico invece sta nei dati secondo cui Omicron si sta dimostrando meno grave delle varianti precedenti. E’ vero che ha fatto aumentare vertiginosamente i contagi, mettendo di nuovo in seria difficoltà gli ospedali, ma i suoi effetti sulla salute sono meno severi e letali. Ciò potrebbe dipendere dalla sua natura, oppure dal fatto che molte persone ora sono vaccinate o hanno avuto la malattia, e quindi il loro sistema immunitario è più pronto a limitare i danni, anche se viene attaccato. Questo potrebbe significare l’inizio di una nuova fase, in cui il Covid non scompare, ma diventa più gestibile. Tale sviluppo consente anche di ridurre i tempi dell’isolamento, coincidendo con l’esigenza di tenere aperte le scuole.

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