Lo “scoop pazzesco”, come lo chiamava, voleva pagarlo con tanti soldi. Ma era solo una bufala. Fabrizio Corona puntava a piazzare sui media i file trafugati dal server dell’Arma da un infedele maresciallo dei carabinieri e da un consigliere comunale di Mazara del Vallo, oggi finiti agli arresti domiciliari. Puntavano su un documento in particolare, per potere sostenere che la perquisizione a casa di Messina Denaro era stata fatta in ritardo e che magari il covo era stato svuotato.
Colpisce la moglie alla testa con un’accetta e poi si suicida
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